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Interventi per la bonifica di aree inquinate

La normativa italiana prevede una specifica procedura ai sensi dell'art. 242 del DLgs 152/06 e smi in caso di possibile contaminazione delle matrici ambientali, al fine di identificare l'entità dell'inquinamento e le azioni correttive.
Qualora venga riscontrato un evento in grado di poter arrecare possibile contaminazione ad un qualsiasi sito, in una prima fase è necessario distinguere tra:

siti potenzialmente inquinati;
siti effettivamente contaminati.
Tale distinzione avviene sulla base dei risultati di specifici campionamenti ed analisi delle matrici ambientali, e tramite l'elaborazione di tutti i dati disponibili e di quelli appositamente ottenuti, nel rispetto di tempi e modi previsti dalla normativa sulle bonifiche (art. 242 e successivi del DLgs 152/06 e smi). Per matrici ambientali si intendono suolo, sottosuolo e acqua di falda, che vengono considerate, se contaminate, come sorgenti inquinanti secondarie.
Ai sensi dell'art. 240 del DLgs 152/06 e smi si definisce sito potenzialmente contaminato un sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti rilevate nelle matrici ambientali risultino superiori ai valori di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC), espressamente definite dalla normativa in base alla destinazione d'uso (residenziale o industriale/commerciale). Un sito può essere definito potenzialmente inquinato a seguito di opportuna "indagine preliminare". Il solo superamento delle CSC non è sufficiente per stabilire se un sito sia contaminato, ma rende necessari ulteriori investigazioni sul sito: saranno prodotti il piano di caratterizzazione del sito e l'analisi di rischio sito specifica.
Un sito si definisce contaminato solo se i valori delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR), determinati con l'applicazione della procedura di analisi di rischio, sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, risultano inferiori alle concentrazioni degli inquinanti rilevate nel sito. Le CSR si determinano, caso per caso, considerando ed elaborando i dati sulle caratteristiche ambientali del sito (geologia, clima, impermeabilità superficie, ecc.) e sulle caratteristiche degli inquinanti (tossicità, percorsi di migrazione, ecc.). I livelli di concentrazione così definiti costituiscono i livelli di accettabilità degli inquinanti per lo specifico sito considerato e sono di norma diverse dalle CSC.

Fonti:

D.G.R. n.831 del 7/6/2016

 

2017-06-15 10:17:00.0