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Asse Prioritario V (OT V) 

Asse V (OT V): Adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e gestione dei rischi

La strategia dell'Asse corrispondente all'OT V riguarda in primo luogo gli interventi di messa in sicurezza di quella parte del territorio connotato da fenomeni di rischio idraulico ed idrogeologico, così come di erosione delle coste (la fascia costiera si estende per circa 985 km ed è costituita per il 29% da spiagge sabbiose, per il 31% da coste rocciose basse, per il 22% da alte falesie, e per il 9% da tratti antropizzati; il fenomeno dell'erosione riguarda sia i tratti di costa alta aggredita dai moti ondosi che minacciano crolli delle falesie anche in aree urbanizzate, sia i tratti di costa sabbiosa interessati da arretramento costante della linea di battigia che danneggia anche le attività di balneazione e turistico-alberghiere).

In accordo con il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale e con il Piano di Assetto Idrogeologico, nonché con l'Accordo di Programma per la mitigazione del rischio idrogeologico, la Regione interviene con il sostegno dell'Unione per ridurre la pericolosità del verificarsi di eventi dannosi, in particolare frane e alluvioni, attraverso il finanziamento degli interventi nelle aree che presentano i livelli di massimo rischio e per contrastare il fenomeno dell'erosione costiera, al fine di mettere in sicurezza e riqualificare il territorio. Una seconda macro tipologia di interventi riguarda la messa in sicurezza degli edifici collocati in aree a rischio sismico, anche in relazione agli edifici pubblici strategici destinati a centri funzionali ed operativi, così come lo sviluppo di sistemi di prevenzione sismica e delle calamità naturali.

OBIETTIVI SPECIFICI

RIDURRE IL RISCHIO IDROGEOLOGICO E DI EROSIONE COSTIERA (RA 5.1)
RIDURRE IL RISCHIO INCENDI E IL RISCHIO SISMICO SUL TERRITORIO REGIONALE (RA 5.3)

AZIONI

5.1 Interventi di riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera
5.2 Interventi per la riduzione del rischio incendi e del rischio sismico

Elenco Avvisi e Bandi

ultimo aggiornamento: mar, 07 marzo 2017 @ 10:03

Interventi per la bonifica di aree inquinate

La normativa italiana prevede una specifica procedura ai sensi dell'art. 242 del DLgs 152/06 e smi in caso di possibile contaminazione delle matrici ambientali, al fine di identificare l'entità dell'inquinamento e le azioni correttive.
Qualora venga riscontrato un evento in grado di poter arrecare possibile contaminazione ad un qualsiasi sito, in una prima fase è necessario distinguere tra:

siti potenzialmente inquinati;
siti effettivamente contaminati.
Tale distinzione avviene sulla base dei risultati di specifici campionamenti ed analisi delle matrici ambientali, e tramite l'elaborazione di tutti i dati disponibili e di quelli appositamente ottenuti, nel rispetto di tempi e modi previsti dalla normativa sulle bonifiche (art. 242 e successivi del DLgs 152/06 e smi). Per matrici ambientali si intendono suolo, sottosuolo e acqua di falda, che vengono considerate, se contaminate, come sorgenti inquinanti secondarie.
Ai sensi dell'art. 240 del DLgs 152/06 e smi si definisce sito potenzialmente contaminato un sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti rilevate nelle matrici ambientali risultino superiori ai valori di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC), espressamente definite dalla normativa in base alla destinazione d'uso (residenziale o industriale/commerciale). Un sito può essere definito potenzialmente inquinato a seguito di opportuna "indagine preliminare". Il solo superamento delle CSC non è sufficiente per stabilire se un sito sia contaminato, ma rende necessari ulteriori investigazioni sul sito: saranno prodotti il piano di caratterizzazione del sito e l'analisi di rischio sito specifica.
Un sito si definisce contaminato solo se i valori delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR), determinati con l'applicazione della procedura di analisi di rischio, sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, risultano inferiori alle concentrazioni degli inquinanti rilevate nel sito. Le CSR si determinano, caso per caso, considerando ed elaborando i dati sulle caratteristiche ambientali del sito (geologia, clima, impermeabilità superficie, ecc.) e sulle caratteristiche degli inquinanti (tossicità, percorsi di migrazione, ecc.). I livelli di concentrazione così definiti costituiscono i livelli di accettabilità degli inquinanti per lo specifico sito considerato e sono di norma diverse dalle CSC.

Fonti:

D.G.R. n.831 del 7/6/2016

 

2017-06-15 10:17:00.0