Dal Bene confiscato al Bene riutilizzato: strategie di comunità per uno sviluppo responsabile e sostenibile

Quando partecipare

dal 24/04/2020

L’Avviso pubblico Dal Bene confiscato al Bene riutilizzato: strategie di comunità per uno sviluppo responsabile e sostenibile, in attuazione alla Legge Regionale n. 14 del 28/03/2019 “Testo Unico in materia di legalità, regolarità amministrativa e sicurezza”, si pone l’obiettivo di promuovere la legalità, attraverso misure idonee a favorire la prevenzione dei condizionamenti criminali con iniziative che rendano i beni confiscati, emblemi di legalità, forieri di rinnovate relazioni, sane e legali, di valenza etica, sociale e culturale e di sviluppo del territorio

L’Avviso finanzia interventi di riqualificazione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sul territorio pugliese e trasferiti al patrimonio indisponibile dei Comuni (Soggetti proponenti), da utilizzare per finalità sociali ad opera dei Comuni stessi o dei soggetti assegnatari dei beni in concessione (ai sensi dell’articolo 48, comma 3, lettere c) e d) del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136)).

Alla data di candidatura, il bene oggetto di proposta progettuale, oltre a risultare trasferito, ai sensi del Decreto Legislativo n. 159 del 6/09/2011, con atto dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità (o precedenti enti competenti) al patrimonio indisponibile del Soggetto proponente, deve essere riconducibile alle categorie previste dal portale Open Re.G.I.O. dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) ed essere conforme, anche per eventuali intervenuti provvedimenti di sanatoria, alle vigenti disposizioni in materia urbanistica.

Attraverso l'iniziativa, la Regione Puglia intende favorire percorsi di rigenerazione socio-territoriale attraverso la rifunzionalizzazione di beni confiscati alle mafie, prevedendone la restituzione alle Comunità che hanno subito le conseguenze dei comportamenti illeciti derivanti da attività della criminalità organizzata e favorendo l’utilizzo per attività di animazione sociale e partecipazione collettiva (azione da Accordo di Partenariato 9.6.6).
La valorizzazione in chiave socio-economica degli asset della criminalità organizzata, favorisce non solo la percezione della sicurezza urbana (la confisca restituisce credibilità alle Istituzioni e fiducia nelle Istituzioni), ma anche il riscatto delle comunità che traggono vantaggio, in termini di miglioramento della qualità di vita, proprio dai quei beni che furono baluardo di sistemi illeciti.

Gli interventi, funzionali all’attuazione di politiche a favore della legalità, della sicurezza e della prevenzione delle situazioni di disagio, promosse dalla Regione Puglia e in coerenza con l’asse prioritario, devono garantire il riutilizzo e la fruizione sociale dei beni confiscati per la promozione dell’inclusione e la rimozione di ogni forma di discriminazione, attraverso attività che contribuiscono allo sviluppo locale e alla riduzione di ogni forma di disparità, facilitando l’accesso ai servizi sociali, culturali e ricreativi e favorendo, tra l’altro, sinergie tra i servizi istituzionali e i servizi territoriali di comunità, anche nell’ambito di strategie locali di tipo partecipativo.

Le proposte progettuali candidabili a finanziamento devono, pertanto, interessare interventi funzionali al riuso sociale dei beni, in relazione ad uno dei seguenti ambiti tematici:
a) iniziative per la produzione di beni ed erogazione di servizi in favore delle fasce marginali (es. servizi di cohousing anziani/giovani, inclusione immigrati, disabili, donne e minori vittime di violenza, servizi di supporto alla genitorialità, mediazione familiare, sportelli di ascolto, gruppi di auto mutuo aiuto, etc.);
b) riutilizzo di fabbricati rurali con annesso terreno per lo svolgimento di attività legate all'agricoltura sociale;
c) recupero funzionale di alloggi da destinare a progetti pilota per percorsi di vita indipendente rivolti a disabili (es. ideazione e realizzazione di strumenti di domotica tecnologicamente avanzati per l'autonomia delle persone con gravi disabilità);
d) interventi di cittadinanza sociale (es. attivazione della cittadinanza attiva, centri di aggregazione sociale, attività sportive, culturali e ricreative, formazione civica, etc.);
e) tutela e valorizzazione del territorio (es. valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale, artistico, etc.);
f) attività di co-working solidale per nuove esperienze autonome e produttive di lavoro (es. inteso come luogo che soddisfa i bisogni di uno spazio di lavoro condiviso con la possibilità di avere uno spazio creato a misura di bambine/i a supporto della genitorialità, priva di una rete familiare supportiva).

L’Avviso contribuisce al perseguimento dell’indicatore di output CO39 “Sviluppo urbano: edifici pubblici o commerciali costruiti o ristrutturati nelle aree urbane”, di cui alla priorità di investimento 9b) – “Sostegno per la rigenerazione fisica, economica e sociale delle comunità sfavorite nelle aree urbane e rurali (FESR - art.5 punto 9) lett. b) - Reg. (UE) n. 1301/2013)” del PO Puglia 2014-2020.
 

Chi può partecipare

Possono presentare una proposta progettuale per la realizzazione di interventi i Comuni della Regione Puglia che, ai sensi del Decreto legislativo n. 159/2011, risultano assegnatari del bene confiscato oggetto della proposta progettuale e che assumono formalmente l’impegno di gestirlo direttamente, ovvero tramite assegnazione a terzi in gestione ai sensi del Decreto legislativo n. 159/2011, per le finalità declinate nella proposta progettuale, per un periodo non inferiore ai cinque anni successivi al completamento dell’operazione ai sensi dell’art. 2 punto 14) del Regolamento UE n. 1303/2013. 

Il Soggetto proponente deve assicurare e fornire evidenza del rispetto dei principi di partecipazione e di coinvolgimento del Partenariato Economico e Sociale (PES), come individuati nel protocollo di intesa sottoscritto fra ANCI Puglia (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e PES Puglia il 22/10/2015.

Il Soggetto proponente, pena l’inammissibilità di tutte le proposte successive alla prima in ordine cronologico di presentazione, può presentare una sola proposta progettuale la quale deve riguardare un unico bene confiscato; si specifica, a tal proposito, che ai fini dell'Avviso sarà considerato come “unico bene confiscato” anche il complesso di più beni confiscati fisicamente e strutturalmente integrati o integrabili ai fini della realizzazione dell’intervento.

 

Cosa finanzia

Sono ammissibili le spese funzionali alla realizzazione dell’operazione e strettamente connesse alle finalità cui la proposta progettuale attende.
Nel rispetto dei requisiti e delle disposizioni normative e regolamentari richiamate sono ammissibili, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti tipologie di spesa, se previste nel quadro economico di progetto ammesso a finanziamento ed effettivamente e definitivamente sostenute dal Soggetto beneficiario:

  • lavori, forniture e servizi connessi alla realizzazione dell’operazione, nonché funzionali alla piena operatività di quanto oggetto di finanziamento;
  • indennità e contributi dovuti, come per legge, ad enti pubblici e privati finalizzati all’esecuzione delle opere (permessi, concessioni, autorizzazioni, ecc.);
  • spese generali.

Per spese generali, da declinare nel quadro economico tra le somme a disposizione del Soggetto beneficiario, si intendono quelle relative alle seguenti voci:

  • spese necessarie per attività preliminari;
  • consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo, ivi comprese le spese per la redazione delle relazioni geologiche ove pertinenti in relazione all’intervento da realizzare;
  • spese di gara (commissioni aggiudicatrici, contributo ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione, etc.);
  • spese per verifiche tecniche a carico della stazione appaltante previste dal Capitolato speciale d’appalto;
  • assistenza giornaliera e contabilità;
  • collaudi tecnici, collaudo tecnico-amministrativo, ecc.;
  • progettazione;
  • direzione lavori/esecuzione del contratto;
  • coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione.
     
Contributo massimo per progetto
€ 1.000.000
Risorse totali disponibili
€ 8.000.000

Come partecipare

La documentazione indicata nel paragrafo 4.1 dell'Avviso pubblico può essere presentata solo via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo beniconfiscati.regione@pec.rupar.puglia.it, con oggetto POR Puglia 2014/2020 - Azione 9.14 – Avviso Pubblico “Dal Bene confiscato al Bene riutilizzato: strategie di comunità per uno sviluppo responsabile e sostenibile”, dal giorno di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia e fino al 31/05/2021.