Attivazione di un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI

Quando partecipare

dal 16/04/2020

In attuazione degli indirizzi operativi per l’avvio delle procedure di selezione dei beneficiari di misure per la promozione del «welfare aziendale» e di nuove forme di organizzazione del lavoro family friendly approvati con D.G.R. n. 1557 del 2/08/2019 finalità dell'Avviso pubblico è favorire l’adozione nelle piccole e medie imprese pugliesi di modelli di organizzazione del lavoro improntati alla destandardizzazione degli orari – attraverso strumenti come la flessibilità in entrata e in uscita, gli orari a menù, la banca delle ore, etc. – e/o delle modalità di lavoro  – telelavoro, smart working –  tramite l’erogazione di contributi volti a sostenere il costo per la redazione e l’implementazione di un Piano di Innovazione Family friendly a beneficio dei propri lavoratori e lavoratrici. 

Obiettivi dell'iniziativa sono lo sviluppo di modelli di competitività e organizzazione del lavoro orientate al benessere dei lavoratori, delle lavoratrici e delle loro famiglie all'interno del tessuto produttivo pugliese , in funzione del potenziamento della produttività e della qualità del lavoro e la diffusione di strumenti volti a favorire la conciliazione vita-lavoro e salvaguardare la permanenza al lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori interessati da più pressanti  esigenze di cura nei confronti di figli e familiari bisognosi di assistenza, con indubbi vantaggi sul piano organizzativo, sulla riduzione delle assenze da “mancata conciliazione”, sulla produttività, sulla salvaguardia dei percorsi professionali.
 

Chi può partecipare

Piccole e medie imprese con sede legale e operativa  in Puglia

 

Cosa finanzia

L’Avviso finanzia la redazione e l’implementazione di in un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI volto al miglioramento della produttività aziendale e della conciliazione vita-lavoro.
Il Piano di Innovazione Family Friendly dovrà essere redatto sulla base dell’analisi dei fabbisogni connessi alla conciliazione vita-lavoro e al benessere organizzativo delle lavoratrici e lavoratori destinatari dello stesso e potrà prevedere l’implementazione:

  • di misure di flessibilità oraria e/o organizzativa;
  • di attività propedeutiche all’introduzione delle misure di flessibilità.  

Le proposte progettuali non potranno superare l’importo complessivo di 100.000,00 euro.
Il contributo finanzia fino all’80% della spesa per la redazione e l’implementazione di un Piano di Innovazione Family friendly della durata massima di 18 mesi e fino al 100% della spesa per la formazione propedeutica alla realizzazione del Piano di Innovazione Family friendly. 
 

Contributo massimo per progetto
100.000 €
Risorse totali disponibili
14.500.000 €

Come partecipare

I soggetti proponenti dovranno inviare alla Regione Puglia, Sezione Promozione della Salute e del Benessere - Servizio Minori Famiglie e Pari Opportunità, in formato PDF, la seguente documentazione sottoscritta con firma digitale, in corso di validità, dal Legale Rappresentante:

  • domanda di contributo
  • proposta progettuale, contenente la descrizione del Piano di Innovazione Family friendly
  • dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante il possesso dei requisiti di ammissibilità 
  • dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà attestante l’assenza di condizione ostative la presentazione dell’istanza di candidatura 
  • dichiarazioni sostitutive di notorietà per la concessione di aiuti in “de minimis”, 
  • copia Documento di Identità del Legale Rappresentante e di ciascun altro soggetto componente l’organo amministrativo che detenga poteri di rappresentanza del Soggetto proponente.

La documentazione deve essere indirizzata all'indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) servizisociali_pariopportunita@pec.rupar.puglia.it, indicando come oggetto Candidatura per Avviso Pubblico: “Attivazione di un Piano di Innovazione Family Friendly nelle PMI” POR Puglia 2014-2020 - Sub-Azione 8.6.b.

Da quando è possibile inviare le candidature?

È possibile presentare le candidature dal 16 aprile, data di pubblicazione dell’Avviso sul BURP n. 53.

Chi può partecipare all’Avviso?

L’Avviso è destinato alle PMI pugliesi in possesso dei requisiti previsti all’art. 2.
Ai sensi dell’art. 2, Allegato I, del Reg. (UE) n. 651/2014 ss.mm.ii. , la categoria delle micro, e medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 ULA, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR.

Ai fini della partecipazione all’Avviso, la PMI deve avere sia sede legale che operativa in Puglia?

No. Ai sensi del nuovo art.2, comma 1, come riformulato a seguito della modifiche apportate dalla D.D. n.383 del 12/05/2020, è possibile presentare domanda per l’accesso a contributi  volti a sostenere i costi per la redazione e l’implementazione di un Piano di Innovazione Family friendly a beneficio dei propri lavoratori e delle proprie lavoratrici operanti in Puglia, della durata max di 18 mesi, le PMI e I liberi professionisti con sede legale o operativa in Puglia che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei requisiti previsti al medesimo comma.

La società che rappresento opera principalmente in Puglia ma a ha sede legale in Lombardia per ragioni di coordinamento anche con altre società del gruppo. Con la presente, pertanto, vi chiederemmo di confermare se, nonostante l'attività operativa della Società venga resa principalmente in Puglia, la collocazione della sede legale in Lombardia sia di impedimento ai fini della partecipazione al bando.

Ai sensi dell’art.2, requisito di partecipazione al bando è l’avere sia sede legale che operativa in Puglia.

Nel formulario di presentazione della proposta progettuale (allegato B) si richiedono, in corrispondenza dell’anagrafica della PMI proponente (sezione A del formulario) alcuni dati di bilancio: bisogna considerare l’ultimo bilancio approvato (2018 quasi per tutte le aziende) o i dati del 2019 seppur non depositato?

Idati devono indicare quelli dell’ultimo bilancio approvato e depositato. Al momento non è ancora scaduto il termine di presentazione ex art. 2364 del c.c., quindi i dati dovranno riferirsi all’esercizio 2018, in tutti i casi in cui il bilancio dell’esercizio 2019 non sia stato approvato e depositato.

Le cooperative sociali possono partecipare all’Avviso?

La normativa definisce l’impresa ogni entità che, a prescindere dalla sua forma giuridica, eserciti un’attività economica. Ai sensi dell’art. 1 Allegato I, del Reg. (UE) n. 651/2014 ss.mm.ii.: “Si considera impresa qualsiasi entità che eserciti un'attività economica, indipendentemente dalla sua forma giuridica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un'attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitano regolarmente un'attività economica”.

Possono partecipare i liberi professionisti?

Sì, i liberi professionisti possono partecipare in quanto sono equiparati alle PMI ai sensi dell’art.12, legge 22 maggio  2017, n.81, ai fini  dell’accesso alle forme di sostegno dei fondi SIE alle PMI, come recepito dal Regolamento Regionale “de minimis” n. 15/2014, come modificato  dal Regolamento Regionale n. 18/2018. con D.D. n. 383 del 12/05/2020. L’art.2, comma 1 dell’Avviso, come riformulato a seguito della modifiche apportate dalla D.D. n.383 del 12/05/2020, esplicita chiaramente l’inclusione dei liberi professionisti tra i soggetti beneficiari.

Vorrei sapere se tra i soggetti beneficiari dell’avviso in oggetto possono rientrare le associazioni di categoria?

Le associazioni di categoria non rientrano nella definizione di PMI e non sono, pertanto, destinatarie dell’Avviso.

All'avviso può partecipare un'associazione senza scopo di lucro con 2 lavoratori alle dipendenze, costituita ed iscritta al Registro delle Imprese da Febbraio 2020, per i suoi dipendenti?

Secondo la normativa comunitaria si considera impresa “ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica”. La classificazione di un determinato soggetto come impresa dipende, pertanto, strettamente e interamente dalla natura delle sue attività, includendo tra esse l’esercizio di un’attività economica. Un’attività economica solitamente è definita come «la vendita di prodotti o servizi a un determinato prezzo, su un mercato determinato/ diretto».

Le imprese che operano nel settore vitivinicolo e che producono reddito d’impresa possono partecipare al bando. In effetti, la produzione di vini da uve rientra nell’Allegato 1 al TFUE e le imprese interessate, sicuramente, realizzano attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (esclusi dal Reg. UE 1407/2013) ma si chiede: se le imprese realizzano attività agroindustriale è possibile che le stesse, qualora tengano una contabilità separata, possano rientrare tra i soggetti beneficiari al sopra citato bando?

L’impresa potrebbe essere finanziata se rispetta i requisiti ex art 1 par 2 del reg UE 1407/2017, che qui si riporta integralmente: “Se un’impresa operante nei settori di cui alle lettere a), b) o c) del paragrafo 1 opera anche in uno o più dei settori o svolge anche altre attività che rientrano nel campo di applicazione del presente regolamento, il regolamento si applica agli aiuti concessi in relazione a questi ultimi settori o attività a condizione che lo Stato membro interessato garantisca, con mezzi adeguati quali la separazione delle attività o la distinzione dei costi, che le attività esercitate nei settori esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento non beneficiano degli aiuti «de minimis» concessi a norma di detto regolamento”.

È possibile presentare domanda di candidatura in raggruppamento con altre imprese?

Non è un possibilità contemplata dall’Avviso.

Cosa si intende per totale bilancio?

Per totale di bilancio si intende il totale dell’attivo patrimoniale.

L’azienda che rappresento è una micro-impresa individuale. Essendo in regime semplificato, non produce un bilancio da depositare. Quello che possiamo produrre sono le dichiarazioni (IVA e dei redditi): vanno bene?

In tutti i casi in cui il soggetto per legge non è obbligato alla redazione del bilancio (ditte individuali, società di persone, professionisti) andrà fatto riferimento al modello dichiarativo UNICO completo di tutti i quadri dichiarativi ivi compresa la dichiarazione IVA.

Cosa si intende per ULA?

Unità lavorative Annue, ovvero la media degli occupati dell’impresa nell’arco dell’esercizio contabile considerato. Si tratta della media degli occupati dell’impresa nell’arco dello stesso esercizio cui si riferiscono i dati dell’ultimo bilancio chiuso e approvato. Nel calcolo delle ULA rientrano i dipendenti dell’impresa (sia a tempo determinato che indeterminato). Si considerano dipendenti dell’impresa anche gli imprenditori individuali, e i soci che svolgono attività regolare nell’impresa e percepiscono un compenso per l’attività svolta, diverso da quello di partecipazione agli organi amministrativi della società. Tra i dipendenti dell’impresa non sono invece conteggiati gli apprendisti. I dipendenti occupati part-time sono conteggiati come una frazione di unità lavorative, in misura proporzionale al rapporto tra le ore di lavoro previste dal contratto part-time e quelle fissate dal loro contratto collettivo di riferimento.

Quali possono essere i destinatari del Piano di Innovazione? Cosa si intende per lavoratori della PMI?

Destinatari delle misure, coerentemente con le previsioni del Piano di Innovazione Family friendly che si intende realizzare,  sono i lavoratori e lavoratrici impiegati presso l’unità produttiva localizzata nella Regione Puglia dove si intende realizzare il progetto. L’art.5, comma 1 dell’Avviso, come riformulato a seguito della modifiche apportate dalla D.D. n.383 del 12/05/2020, chiarisce che i lavoratori/trici devono risultare  dal LUL (Libro Unico del Lavoro) e/o essere dei soci-lavoratori e/o liberi professionisti. 

SI chiarisce che il riferimento ai liberi professionisti è dovuto alla necessità di esplicitare la possibilità per i liberi professionisti di presentare domanda di contributo in quanto equiparati dalla normativa, ai fini dell’accesso alle forme di sostegno dei fondi SIE, alle PMI, come recepito dal Regolamento Regionale “de minimis” n. 15/2014, come modificato dal Regolamento Regionale n. 18/2018. La previsione non va confusa con la possibilità di considerare destinatari del Piano di Innovazione Family Friendy i consulenti delle PMI che, per definizione, non possono essere considerati lavoratori dell’impresa. 

Possono partecipare le aziende con dipendenti in cassa integrazione?

In virtù dell’attuale situazione dovuta all’emergenza epidemiologica da COVID-19 si presume che le aziende che attualmente hanno dipendenti in cassa integrazione possano voler implementare un Piano di Innovazione organizzativa per riorganizzare le proprie modalità di organizzazione del lavoro in vista della ripresa/riapertura delle attività. Alla luce di queste considerazioni, si ritiene possibile la partecipazione all’Avviso. L’eventuale attività di formazione prevista dovrà naturalmente essere svolta nel rispetto delle normativa (prevedendo, ad esempio, di realizzarla alla ripresa dell’attività, o nelle ore di servizio in riferimento, ad esempio, ai lavoratori in cassa  integrazione a ore o a rotazione).

Ove si trattasse di imprese prive di dipendenti ma che intendessero, nel corso dei 18 mesi di svolgimento delle attività, assumere dipendenti ma, nel frattempo, volessero dotarsi di un Piano di Innovazione Family Friendly, sarebbe possibile presentare la domanda con agevolazione delle spese?

L’Avviso specifica:
- all’art.2, comma1, che la domanda di contributo possa essere presentata per sostenere i costi per la redazione e l’implementazione di un Piano di Innovazione Family friendly “a beneficio dei propri lavoratori e delle proprie lavoratrici”. Non possono, evidentemente, essere considerati tali le unità che si prevede di assumere ma che non sono attualmente parte dell’organico aziendale.
- all’art 1, comma 2, che “Il Piano di Innovazione Family Friendly dovrà essere redatto sulla base dell’analisi dei fabbisogni connessi alla conciliazione vita-lavoro e al benessere organizzativo delle lavoratrici e lavoratori destinatari dello stesso”. E’ evidente che non siano considerabili destinatari del Piano lavoratori e lavoratrici in relazione ai quali non sia stato possibile effettuare l’analisi dei fabbisogni, in quanto non facenti parte dell’organico.

All’art.5 dell’Avviso è richiesto di indicare, nella proposta progettuale, anche: - il numero lavoratori e lavoratrici impiegati presso il soggetto proponente come risultanti dal LUL (Libro Unico del Lavoro), suddivisi per tempo di impiego pieno o parziale; - la durata del progetto. Tuttavia, nel formulario di presentazione della proposta progettuale, non vi sono le sezioni dedicate all’inserimento di queste informazioni. Dove vanno indicate?

La mancanza delle suddette sezioni all’interno del formulario era dovuta a mero errore materiale, che si è provveduto a correggere con la D.D. n. 383 del 12/05/2020. In relazione alle candidature già inviate, si procederà, in sede istruttoria, alla richiesta di integrazione documentale.

In fase di presentazione della domanda, sarà sufficiente inoltrare a mezzo Pec gli allegati riportati all'interno della Modulistica, debitamente compilati e firmati digitalmente?

Sì, ricordando che tutte le spese, a che quella valere sul cofinanziamento privato, saranno oggetto di successiva rendicontazione.

L’emergenza COVID 19 ha comportato per tante imprese l’obbligo di poter proseguire alcune attività in modalità smart working. Molte imprese hanno già affrontato alcune spese (soprattutto attrezzature informatiche e software) ed intendono proseguire ed estendere tale modalità di lavoro anche e nei prossimi mesi. Da Avviso, le spese sono ritenute ammissibili dopo la sottoscrizione del disciplinare (nel caso in cui ovviamente il progetto sia ritenuta meritevole), tranne per le spese della voce A (Redazione del Piano). Si ritiene che nel futuro vi possano essere modifiche al bando, al fine di riconoscere le spese sostenute in data antecedente alla sottoscrizione del Disciplinare?

L’emergenza sciale ed occupazionale connessa alla pandemia Covid-19 ha imposto un’accelerazione della riorganizzazione delle modalità di lavoro, non prevedibile al momento della redazione dell’Avviso. Proprio in virtù di tali considerazioni, a salvaguardia della riconoscibilità delle spese sostenute  dai potenziali beneficiari dell’Avviso per la tempestiva attivazione di modalità di lavoro in remoto a causa dell’emergenza Covid-19, l’art.4, comma 1 dell’Avviso, come riformulato a seguito della modifiche apportate dalla D.D. n.383 del 12/05/2020, consente il riconoscimento delle spese “sostenute a partire dalla data dell’1 febbraio 2020 …..omissis”;

Il 20% di cofinanziamento obbligatorio va calcolato sulle prime tre macrovoci di spesa (A-B-C) o sul costo totale del progetto come indicato nella valutazione di merito in corrispondenza del criterio B.2?

Come specificato all’art.3 dell’Avviso, il contributo finanzia fino all’80% della spesa per la redazione e implementazione del Piano di Innovazione Family Friendly e richiede, pertanto, un cofinanziamento obbligatorio pari ad almeno il 20% in relazione alle macrovoci A-B-C del piano finanziario. Il contributo finanzia, invece, fino al 100% della spesa per la formazione propedeutica alla realizzazione del Piano di Innovazione Family (macrovoce D del piano finanziario).
il riferimento al “cofinanziamento aggiuntivo rispetto alla quota del 20% del costo totale del progetto obbligatoria”, riportato in corrispondenza del criterio B.2 della valutazione di merito (par.6.2 dell’Avviso) è evidentemente un refuso. Il punteggio aggiuntivo verrà assegnato in presenza di un cofinanziamento superiore al 20% richiesto in relazione alle prime 3 macrovoci del piano finanziario.

Il 20% di cofinanziamento può essere costituito dalla quota parte del costo del personale?

Il costo del personale interno può concorrere in quota parte al 20% di cofinanziamento privato obbligatorio previsto per la redazione o implementazione del Piano (macrovoci A, B e C).
Il calcolo della quota parte dev’essere effettuato considerando i seguenti elementi del costo del lavoro: RAL (Retribuzione annua lorda, comprensiva degli oneri previdenziali e ritenute fiscali a carico del lavoratore) + DIF (retribuzione differita: rateo TFR, 13ma, 14ma) + OS (oneri sociali e fiscali a carico del datore di lavoro, non compresi in busta paga). La sommatoria di questi elementi dovrà essere divisa per il monte/ore annuo contrattuale. Il coefficiente orario così ottenuto andrà moltiplicato per il numero di ore da rendicontare e suffragato dalle buste paghe pertinenti, nonché dalle modalità dettagliate applicate per il complessivo calcolo.

Dove può essere indicato il costo del personale interno che concorre alla quota di cofinanziamento?

Può essere indicato in corrispondenza della voce “Risorse Interne” della macrovoce A del Piano Finanziario.
La quota parte sostenuta dal cofinanziamento privato sarà precisata nella terza colonna, dedicata, appunto, alla cofinanziamento provato. Se, pertanto, si intende attribuire al cofinanziamento privato tutta la spesa del personale interno dedicato alla redazione del Piano, la relativa spesa sarà indicata sia nella prima colonna che nella terza, mentre si lascerà a 0,00 la corrispondente riga destinata all’indicazione del contributo pubblico alla spesa.

Cosa si intende nello specifico in relazione alle voci di spesa “piano di comunicazione e servizi e forniture connesse” della macrovoce B- Comunicazione e informazione del Piano di Innovazione Family friendly?

Le spese ammissibili di cui alla macrovoce B fanno riferimento al costo di un piano per la divulgazione del Piano d’Innovazione Family friendly ed ai servizi e forniture connesse per realizzarlo. A titolo esemplificativo: spese per consulenze esterne/risorse umane interne per la redazione del piano di comunicazione, spese dei mezzi di comunicazione acquisiti per la divulgazione, spese per la stampa di brochure, etc..

Le attrezzature, i mobili, gli arredi e le soluzioni ICT di cui alla macrovoce C - Realizzazione degli investimenti del Piano di Innovazione Family friendly devono essere localizzate all’esterno o possono anche essere installate/utilizzate presso la sede?

I beni, materiali o immateriali, acquisiti devono essere localizzati secondo le previsioni del Piano d’Innovazione Family friendly, coerentemente con le misure di flessibilità oraria e/o organizzativa che si intende implementare.

Le attrezzature, i mobili, gli arredi devono essere localizzati in azienda o possono essere forniti ai dipendenti per favorire lo smartworking?

Possono senza dubbio essere forniti ai lavoratori e lavoratrici dell’impresa per lavorare in smart working.

I “mobili e arredi” di cui alla macrovoce C - Realizzazione degli investimenti del Piano di Innovazione Family friendly sono riferibili alle postazioni degli eventuali dipendenti in telelavoro e/o alla struttura aziendale?

I beni acquisiti devono essere localizzati in maniera coerente alle previsioni del Piano d’Innovazione Family friendly. Pertanto, qualora il Piano preveda l’implementazione di strumenti di flessibilità organizzativa (telelavoro, smart working) costituirà spesa ammissibile l’acquisto di mobili e arredi connessi alle postazioni di telelavoro/smart working; qualora il piano preveda l’implementazione di altro tipo di flessibilità, tale voce di spesa potrà essere considerata ammissibile se ad essa strettamente funzionale (la previsione della introduzione di una flessibilità dell’orario dedicato alla pausa pranzo, ad es., non giustificherebbe l’acquisto di mobili e arredi).

È corretto escludere delle voci di spesa ammissibili i software in modalità SAAS di cui alla lettera C) delle macrovoci di spesa o è un refuso? Investimenti in servizi cloud quali ad esempio sistemi di project management, CMS (sistemi di gestione dei contenuti), programmi per la contabilità, e-commerce, CRM (Customer Relationship Management) sono in molti casi fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi dell’avviso.

È corretto escluderli in quanto i software, ai fini dell’investimento, non si differenziano per modalità di fruizione on-line/off-line, ma per tipologia di costo d’acquisizione. Nei servizi Saas il costo rappresenta un costo di gestione, pertanto, non ammissibile; nell’acquisto di licenze software il costo rappresenta un attivo immateriale ammortizzabile, pertanto, ammissibile.

Possono rientrare nel progetto "Software e soluzioni ICT" per attività di gestione da remoto di ecommerce, magazzino e contabilità?

I software, ai fini dell’investimento, e dunque dell’ammissibilità della spesa, si differenziano per modalità tipologia di costo d’acquisizione. Nei servizi SaaS il costo rappresenta un costo di gestione, pertanto, non ammissibile; nell’acquisto di licenze software il costo rappresenta un attivo immateriale ammortizzabile, pertanto, ammissibile. L’ammissibilità dei software gestionali è pertanto connessa alla loro natura. Saranno inammissibili se SaaS, ammissibili se connessi all’acquisto di licenze.

In riferimento alla macrovoce voce C, è possibile includere l’acquisto di gestionali aziendali?

L’ammissibilità dei software gestionali è connessa alla loro natura. Saranno inammissibili se SaaS, ammissibili se connessi all’acquisto di licenze.

ll piano da attivare può riguardare l'acquisto di attrezzature informatiche per l'attuazione di Smart Working/Flessibilità attraverso l'utilizzo di Software con contratto in abbonamento mensile/annuale (Tipo Google G Suite, Teamviewer, ecc)?

Non sono ammissibili spese per l’acquisto di software rientranti nella tipologia Saas.

Per lo smart working è agevolabile l'acquisto di licenze software con scadenza annuale 12 mesi ? (Non servizi Cloud SAAS ma licenze non perpetue ma temporali)

L’acquisto di licenze software rientra nella voce di spesa ammissibile “Software e soluzione ICT” prevista alla macrovoce C delle spese ammissibili (art.4 dell’Avviso).

Sono ammissibili le spese per l’acquisto di PC, Licenze software, Firewell ecc.?

L’acquisto di licenze software rientra nella voce di spesa ammissibile “Software e soluzione ICT” prevista alla macrovoce C delle spese ammissibili (art.4 dell’Avviso).

Sono ammissibili possono le spese per le attrezzature informatiche (Pc, stampanti,ecc.)?

Sì, si tratta di voci di spesa ammissibili rientranti nella macrovoce C- Realizzazione degli investimenti del Piano di Innovazione Family friendly.

Sono ammissibili possono le spese per le attrezzature informatiche (Pc, stampanti,ecc.)?

Sì, si tratta di voci di spesa ammissibili rientranti nella macrovoce C- Realizzazione degli investimenti del Piano di Innovazione Family friendly.

Cosa si intende per ammortamenti, materiali e forniture di cui alla macrovoce di spesa D) - Formazione al Piano di Innovazione Family friendly?

La macrovoce D accoglie, oltre alle spese relative ai formatori, i costi di gestione dell’intervento formativo, in cui rientrano, ad es., le quote di ammortamento di beni che, già in uso aziendale, vengono utilizzati protempo per la realizzazione dell’attività formativa, o i materiali e le forniture strettamente connesse all’intervento formativo.

La formazione deve essere erogata da un ente accreditato dalla Regione?

Non necessariamente. 

Dove si può inserire la voce di spesa dei docenti incaricati della formazione?

Può essere inserita in corrispondenza della voce “Spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione”, di cui alla macrovoce D del Piano Finanziario.

La voce “costo del personale partecipante” , di cui alla macrovoce D - Formazione al Piano di Innovazione Family friendly è riferito all’eventuale gettone da corrispondere per la partecipazione alla formazione?

La voce costo del personale partecipante fa riferimento alla indennità di partecipazione riconosciuta al lavoratori destinatari della formazione.

Le misure specifiche di accompagnamento e formazione sono da intendersi, in via esclusiva, specifiche rispetto alle misure di flessibilità e agli strumenti da utilizzare che si intendono attivare nel piano (es. formazione sul telelavoro in riferimento a normativa specifica, strumenti informatici e digitali, etc)?Oppure è possibile prevedere anche azioni di formazione e accompagnamento che riguardano anche, per es., la nuova cultura organizzativa che il piano evidentemente implica se attivo specifiche misure di flessibilità o nuove forme di lavoro collaborativo e a distanza a favore della conciliazione, e che fanno leva su aspetti meno tangibili (l'adesione valoriale al piano proposto, la motivazione ad esserne parte attiva, la capacità di visione dell'impresa, ecc.) ma imprescindibili, dal nostro punto di vista.

E’ assolutamente possibile prevedere azioni di formazione e accompagnamento che abbiano la funzione di “preparare il terreno” alla introduzione delle misure.

La formazione in materia di sicurezza sul lavoro è una spesa ammissibile?

Assolutamente no. Ai sensi dell’art.31 del Reg. n. 651/2014, non sono concessi aiuti per attività di formazione organizzate dalle imprese per conformarsi alla normativa nazionale obbligatoria. Nella redazione del Piano e nella descrizione dei contenuti della formazione (qualora il Piano preveda attività di formazione) si deve tenere presente che la formazione obbligatoria non può essere inclusa nel calcolo delle spese presenti nel piano finanziario.

A differenza di altri avvisi non vedo obbligo di presentazione di preventivi in sede di ammissione, ma solo di rendicontare successivamente le spese; è corretto?

Si è corretto, non è prevista la presentazione di preventivi, il valore di congruità dei costi è effettuato sulla base della valutazione di merito (par. 6.2 avviso, criterio B.1) del Piano d’Innovazione Family friendly proposto.

La formazione deve essere offerta esclusivamente da enti di formazione accreditati può essere erogata anche da personale specializzato interno alla stessa azienda o da parte delle aziende fornitrici di macchinari utili alla riduzione del carico di lavoro per i dipendenti?

Occorre fare riferimento a quanto previsto dall’art.7, del Reg. Reg. n.10/2008, che prevede:
- comma 3: per quanto concerne gli attivi immateriali sono considerate ammissibili a contributo le spese per l’acquisto di servizi di consulenza specialistica su specifiche problematiche direttamente afferenti il progetto di investimento presentato;
- comma 4: tali servizi non devono rivestire carattere continuativo o periodico, non devono essere assicurabili dalle professionalità rinvenibili all’interno del soggetto beneficiario, né essere connessi alle normali spese di funzionamento dell’impresa;
- comma 5: la prestazione di consulenza deve essere effettuata attraverso l’utilizzo di esperti nello specifico settore di intervento richiesto a beneficio e sulla base di contratti scritti con i soggetti richiedenti il contributo.
I soggetti abilitati a prestare consulenze specialistiche devono essere qualificati e possedere specifiche competenze professionali, devono inoltre essere, ove previsto per legge, regolarmente iscritti negli albi professionali per i rispettivi rami di attività;
- comma 6: Il soggetto beneficiario ed i fornitori di servizi non devono avere alcun tipo di partecipazione reciproca a livello societario. Inoltre, non viene riconosciuta la consulenza specialistica rilasciata da amministratori, soci e dipendenti del soggetto beneficiario del contributo nonché di eventuali partner, sia nazionale che esteri.

Ci sono dei parametri di costo orario da rispettare per le attività di formazione (mi riferisco ai compensi dei docenti)?

E’ possibile fare riferimento alla circolare n.2 del 2/02/2009 del Ministero del Lavoro, che norma i massimali di spesa delle consulenze connesse alla formazione.

E’ previsto un parametro di costo per la presentazione di un progetto rapportato al numero dei dipendenti?

Non sono stati previsti parametri di costo stante l’estrema variabilità delle proposte progettuali che possono essere presentate.

Tra le spese ammissibili per la formazione risulta esserci il contributo per il personale, come va calcolato?

Le spese ammissibili sono tutte calcolate a costi reali, pertanto, anche per il personale sarà utilizzata questa metodologia. Il calcolo dev’essere effettuato considerando i seguenti elementi del costo del lavoro: RAL (Retribuzione annua lorda, comprensiva degli oneri previdenziali e ritenute fiscali a carico del lavoratore) + DIF (retribuzione differita: rateo TFR, 13ma, 14ma) + OS (oneri sociali e fiscali a carico del datore di lavoro, non compresi in busta paga). La sommatoria di questi elementi dovrà essere divisa per il monte/ore annuo contrattuale. Il coefficiente orario così ottenuto andrà moltiplicato per il numero di ore da rendicontare e suffragato dalle buste paghe pertinenti, nonché dalle modalità dettagliate applicate per il complessivo calcolo.

Un'azienda può spesare l'acquisto di una piattaforma di comunicazione elettronica per la realizzazione di una fiera on line, ovviando ai problemi di sicurezza e di presenza fisica delle persone in uno stesso ambiente di lavoro, venendo incontro anche alle esigenze di conciliazione vita lavoro dei loro dipendenti?

No, non sarebbe una spesa ammissibile in quanto finalità dell’Avviso non è l’organizzazione di fiere o altra tipologia di eventi ma l’implementazione di modalità di organizzazione del lavoro bastate sulla flessibilità oraria e/organizzativa a beneficio dei lavoratori e delle lavoratrici dell’impresa.

In molti allegati nella sezione dei dati del legale rappresentante viene richiesta la PEC; nel caso il legale rappresentante non la possedesse, è possibile inserire la pec della società o si deve necessariamente richiederla?

Assolutamente sì. È possibile utilizzare la PEC della società.

Inoltre vorrei sapere cosa si intende per “Isole di lavoro”.

Le Isole di Lavoro sono uno strumento di flessibilità oraria che consente di dividere i lavoratori che svolgono
la stessa tipologia di mansione in gruppi (Isole di lavoro), cui è affidatala responsabilità di organizzarsi
autonomamente nella copertura della turnistica programmata. Tale strumento, diffuso ad esempio nei
supermercati, consente di garantire il servizio e, al contempo, di lasciare ai lavoratori una maggiore flessibilità negli orari di lavoro, che non dovranno essere uguali per tutti.

Quali sono le tempistiche per avere le risorse?

Le candidature saranno istruite in ordine cronologico di arrivo. In caso di ammissibilità al finanziamento, il
Piano di Innovazione presentato viene approvato con determinazione dirigenziale e si procede alla
sottoscrizione del Disciplinare regolante i rapporti tra Regione Puglia e impresa beneficiaria. Ai sensi dell’art. 7
dell’Avviso, una prima tranche di risorse sarà erogata, a titolo di anticipazione, pari al 40% del contributo
provvisorio assegnato, previa presentazione di:

  • domanda di pagamento;
  • comunicazione alla Regione dell’avvio delle attività da parte del Beneficiario;
  • polizza fidejussoria a garanzia dell’importo medesimo oggetto di anticipazione.

Sono ammessi i costi per i servizi di conciliazione? Ad esempio per la realizzazione di mensa aziendale, asilo nido, etc.?

No. L’Avviso non finanzia misure di welfare aziendale.

In virtù del Temporary Framework pubblicato dalla UE, si chiede se effettivamente il limite delle agevolazioni in Regime De Minimis verrà considerato incrementato a 800.000 euro in luogo dei 200.000 convenzionalmente stabiliti dal Reg. 1407/2013.

Il Temporary Framework adottato dalla CE - Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 (2020/C 91 I/01) prevede: “aiuti in forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento o in altre forme, quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e partecipazioni fino 800 mila euro ad impresa, svincolati dalla realizzazione di investimenti e senza limitazioni territoriali e dimensionali”. Riguarda, pertanto, misure di aiuto per l’emergenza COVID-19 che dovranno essere preventivamente notificate alla Commissione Europea, che, sulla base dell’art. 107.3(b) TFUE e delle condizioni stabilite dalla Comunicazione, garantirà la rapida adozione delle relative decisioni di autorizzazione. Il riferimento è dunque a nuovi regimi di aiuto non in de minimis e non collegati al Regolamento Generale di Esenzione (651/2014) che gli Stati Membri possono adottare previa notifica ed approvazione della CE.